Un "mezzo" possibile: la compatta
Ogni promessa è debito! Nel precedente articolo vi avevo lasciato con una promessa: vi avrei parlato delle fotocamere compatte.
Per il momento, invece di saldare il debito, vi propongo un indovinello. Vi sottopongo una serie di fotografie. Vorrei che ognuno di voi guardandole provasse ad indovinare quali sono scattate con una fotocamera compatta e quali con una reflex digitale (Canon 50D) con montato un 17-55 f/2.8 IS e quali quelle scattate utilizzando la stessa fotocamera, ma con montato il 70-200 f/4 IS L Canon. Le immagini "dell'indovinello" sono quelle che trovate durante la lettura dell'articolo. Segnatevi le risposte. Alla fine dell'articolo (sempre che io mi ricordi) vi fornirò la soluzione.
Ora saldo il debito. Vi vorrei parlare del mezzo più bistrattato dell'universo fotografico: la fotocamera compatta.
Diciamocelo chiaramente: la fotocamera compatta è per chi di fotografia non ne capisce niente. La fotocamera compatta non ha nulla a che vedere con le reflex. La fotocamera compatta è per chi non ha i soldi per comprarsi la reflex. La fotocamera compatta è la colpevole del fatto che tutte le fotografie scattate usando lei fanno abbastanza schifo: sono buie, sono mosse, sono sfocate, sono tagliate, non hanno dei bei colori, non si possono stampare grandi.
Bene. Ora che ho concluso quanto si poteva dire riguardo le fotocamere compatte, vorrei cambiare argomento (si, di già, scusatemi, ma non trovo utile continuare a parlare delle fotocamere compatte) e parlare di un altro tipo di fotocamere: le point and shoot. Le point and shoot sono fotocamere moderne il cui nome tradotto sarebbe punta e scatta perchè consentono al fotografo di concentrarsi sull'inquadratura ed al resto cercano di pensarci loro. Ingombrano poco e pesano poco. E' così comodo portarle con sè che molti fotografi professionisti ne hanno sempre una a portata di mano, anche quando vanno a fare la spesa. Le point and shoot hanno un costo molto inferiore a quanto si pagherebbe una fotocamera di formato maggiore. Si possono facilmente portare nella borsa, nella valigia, alcune anche nella tasca della giacca. Passano inosservate quando siete in luoghi "a rischio" per quanto riguarda furti o rapine, perchè non danno nell'occhio. Le potete associare con gli altri vostri hobbies: se fate barca, arrampicata, trekking... se state andando al compleanno del figlio/nipote/amico/parente... se state andando semplicemente a lavoro... a fare la spesa... insomma: qualsiasi attività voi stiate andando a fare, se pensate che vi potreste trovare davanti la situazione più bella della vostra vita o semplicemente se desiderare portare con voi per sempre un ricordo di quella vostra giornata, una fotocamera point and shoot è quello che fa al caso vostro!

Ora vi svelo un segreto, ne sono a conoscenza pochi milioni di persone: la fotocamere compatte e le point and shoot sono la stessa cosa! Tutta questa premessa per dire: non esiste il male fotografico, ma esiste il mezzo più adatto ad una determinata situazione (oltre che ad un determinato modo di fotografare...).
Personalmente ritengo che chi ama scrivere con la luce (è questo il significato della parola fotografia) non sia interessato tanto alla penna con cui lo fa, ma piuttosto a cosa sta scrivendo. Troppo spesso vedo persone legate alla loro fotocamera, ad un oggetto, piuttosto che a cosa quell'oggetto gli permette (permetterebbe) di fare.
Cerchiamo di capire insieme quali possono essere le situazioni in cui la scelta della fotocamera compatta può rivelarsi vincente.
Quando sto per uscire da casa ed ho intenzione di portarmi una fotocamera (non sempre la porto, lo ammetto) valuto cosa portare. Potrei uscire con due fotocamere con montati diversi obiettivi più quelli da inserire nella borsa, flash, treppiedi, panni per la pulizia, batterie di ricambio, schede di memoria... o potrei portarmi una compatta, con dentro una scheda di memoria e, al massimo, un piccolo supporto che mi consenta di appoggiarmi da qualche parte per poter scattare con tempi lunghi. La scelta non è affidata alle due faccie di una moneta e neanche alle faccie di un dado (che con le sue sei possibilità potrebbe contemplare anche delle scelte "intermedie"). Scelgo cosa portare in base a diversi fattori. Per poter scegliere devo tenere a mente le caratteristiche (positive e negative) che mi offre una fotocamera compatta:
La caratteristica fondamentale è l'ingombro ridotto così come ridotto è anche il suo peso. I pro sono ovvi: se non sto uscendo esclusivamente per fotografare avrò probabilmente altre mille cose da fare e portarmi dietro uno zaino pesante non è propriamente comodo. Ma non è comodo neanche portarsi ogni giorno una reflex (anche se con un solo obiettivo), credo sia abbastanza comprensibile. Quindi, durante la vita di tutti i giorni, spesso decidere di portarsi una point and shoot ci consentirà di poter fotografare, mentre portare una reflex non ci consentirebbe di fotografare... per il semplice fatto che non ci saremo portati veramente la reflex nella nostra quotidianità e l'avremo semplicemente lasciata a casa!!!
Il contro è che la compattezza di queste fotocamere, per ovvie scelte costruttive, non può certo garantire il massimo della qualità. Altrimenti nessuno spenderebbe migliaia di euro in attrezzatura se bastasse una fotocamera compatta per qualsiasi situazione. Essenzialmente hanno un sensore molto piccolo e questo comporta un peggioramento notevole della qualità delle immagini. Per lo stesso motivo avremo un effetto "rumore digitale" più netto rispetto ad una fotocamera equipaggiata con un sensore più grande. Le ottiche di una compatta non sono certamente la stessa cosa di un'ottica che da sola costa come dieci compatte. Tutto questo è ovvio. Le compatte non possono essere equipaggiate con obiettivi diversi da quello integrato. Spesso non possono montare flash esterni. Hanno dei menu molto più "difficili da gestire" rispetto all'immediatezza che si riscontra nel settare una reflex per via dei tanti comandi che trovano posto sul corpo macchina e che sono facilmente raggiungibili. Ed hanno molti altri "limiti" di questo tipo che non sto qui ad elencare.
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Però mi chiedo: quanti di noi sanno usare al massimo la qualità offerta da sistemi fotografici professionali? Quanti credono veramente che sia necessario spendere uno stipendio intero (forse due) per poter scattare immagini che ci soddisfino. Quanti sanno leggere un istogramma della luminosità, sanno cosa sia la regola dei terzi, sanno la differenza tra risoluzione e dimensione di un'immagine? E, ancora, quanti sanno cosa siano le vie di fuga, il diaframma, l'otturatore, lo stabilizzatore. E per finire (solo perchè vi sto annoiando con questo elenco e non certo perchè siano finiti gli esempi che vi sto proponendo) quanti sanno perchè a volte si usa il flash di giorno e perchè in alcune foto di notte è meglio disinserirlo? E per finire (veramente questa volta): quanti sanno cosa imposta la fotocamera quanto con i menu andiamo a decidere il tipo di scena che stiamo per riprendere (ritratto, sport, neve, spieggia, paesaggio, ritratto notturno, etc etc)? Quanti stamperanno in un formato 50*70 cm le loro fotografie?
Ma soprattutto: quanti di voi non hanno scattato tante fotografie per aver lasciato la reflex a casa e, invece, una compatta non sarebbe pesata e avrebbe consentito di far entrare nella nostra un ricordo indelebile?
A questo punto vorrei farvi una confessione. Voglio confessarvi che in questo articolo non ho intenzione di analizzare tutti i pro ed i contro delle point and shoot. La mia intenzione è esclusivamente quella di poter far venire il dubbio a quante più persone possibili che forse le immagini che non soddisfano sono più quelle scattate da chi non sa come si scatta una fotografia e crede che il "mezzo fotografico" faccia la differenza. Sono quelle scattate dopo mezzora di attesa per capire come impostare al meglio la fotocamera senza sapere cosa si sta facendo, cercando solamente di ricordare cosa vogliano dire i vari simboletti. Io sono convinto che il "mezzo fotografico" sia solo lo strumento che ci consente di fotografare, consente ad ognuno di noi di consegnare all'eternità l'attimo esatto in cui quell'immagine è stata scattata.
E sono quindi profondamente convinto che la "bellezza" di una fotografia e la soddisfazione di chi l'ha scattata dipendano più dalla persona che scatta e dalla sua consapevolezza di cosa sta facendo piuttosto che dalla funzione "autoscatto con l'occhiolino" (è una funzione implementata da un po' di tempo in molti modelli che consente di far scattare la fotografia quando le persone riprese fanno l'occhiolino guardando "in camera"!!!).
Sono convinto che forse sarebbe meglio seguire un corso indirizzato proprio a chi utilizza una fotocamera compatta e che non ha (ancora) intenzione di spendere un patrimonio per l'acquisto di una fotocamera reflex con tutti i suoi accessori. Fermo restando che chi impara a fotografare lo saprà fare sempre, con qualsiasi mezzo, dovrà solo imparare a conoscere il nuovo mezzo che userà, ma non dovrà imparare nuovamente a fotografare.
Al prossimo appuntamento, con le fotocamere reflex. Intanto se volete continuare a parlare di compatte, possiamo farlo nel topic che trovate sul forum dell'associazione!
PS con questo articolo avete, forse, scoperto perchè la nostra associazione organizza corsi di fotografia anche per chi vuol sempilcemente imparare a fotografare al meglio i propri ricordi.
PPS all'ultima riga, però mi sono ricordato che dovevo fornirvi la soluzione all'indovinello iniziare: le immagini sono state scattate tutte con una fotocamera compatta. Leggendo l'articolo l'avrete già capito. Non sono immagini "eccezionali", ma sono immagini che senza una compatta non avrei mai catturato, perchè non avrei portato con me la reflex in quelle occasioni.
Testo & Immagini: Francesco Ferruzzi




