Pellicola che vai, formato che trovi
La serie di brevi articoli sul Mondo Analogico prosegue con un excursus su quelli che sono i formati per le pellicole attualmente disponibili in commercio.

Andiamo con ordine, partendo dal più piccino via via verso dimensioni crescenti fino al grande formato.
Il più piccino si è detto, e va da sé che siamo nel piccolo formato, è anche il più famoso e utilizzato. Le dimensioni del singolo fotogramma sono 24x36mm ed è noto anche come 35mm o 135. E' il "rullino" che tutti conosciamo, con la pellicola che è contenuta in un cilindretto metallico e ha dei fori sopra e sotto che servono ad avvolgerla nelle macchine fotografiche. I tagli disponibili per i rulli sono da 12, 24 o 36 pose. Piccolo, quindi comodo in quanto per scattare necessita di attrezzature poco ingombranti e voluminose (eh si, la vostra vecchia reflex a pellicola è decisamente piccola rispetto ad altri sistemi… leggete dopo). Per contro se si necessita di stampare immagini di grandi dimensioni si andrà incontro all'inevitabile comparsa della grana e alla diminuzione del dettaglio. Di fatto però nella maggior parte delle situazioni è stato, ed è ancora, la scelta più immediata e semplice per tutti. Non fosse altro per il fatto che molti di noi hanno una vecchia macchina fotografica per pellicole 35mm da qualche parte a casa. Va poi detto che essendo il formato più diffuso è quello che può contare sulla scelta maggiore di tipi di pellicola, siano essi bianconero, colori o diapositive.
Salendo di dimensione si entra ufficialmente nel mondo del medio formato. In questo caso abbiamo ancora a che fare con pellicola avvolta in rulli, ma con caratteristiche diverse. Intanto mancano i forellini laterali. Non c'è l'involucro metallico ma un rocchetto di plastica nera. E poi il dato fondamentale: il fotogramma ha uno dei lati che è sempre 6cm, mentre l'altro varia a seconda del sistema (cioè della macchina fotografica) usata. Si avranno quindi fotogrammi da 6x4,5cm, 6x6cm, 6x7cm e così via fino a formati panoramici come il 6x12 e oltre. I primi tre sono decisamente i più diffusi e hanno fatto la storia della fotografia. Basta pensare al mitico 6x6, formato quadrato perfetto, e ad alcune delle fotocamere che lo hanno utilizzato e lo utilizzano tutt'ora come la Hasselblad e la Rollei. Cresce la superficie utile per registrare le nostre immagini, cresce il dettaglio, la nitidezza e la possibilità di stampare ad ingrandimenti maggiori senza perdere qualità e senza grossi problemi di grana. Di pari passo crescono anche la dimensione e l'ingombro delle attrezzature (e ovviamente il prezzo). Giusto come indicazione, tenete conto che la superficie di un fotogramma 6x6cm è 3,6 volte maggiore di quella di un negativo 35mm, capite bene cosa significhi avere a disposizione una tale superficie per registrare i dettagli delle nostre fotografie. Oggi è abbastanza facile fare ottimi acquisti di usato sul medio formato. La varietà di tipi di pellicola a disposizione è di poco inferiore a quella del 24x36mm. I rulli medio formato prendono il nome di "120" e hanno sempre la stessa lunghezza. Questo vuol dire che il numero di fotogrammi a disposizione dipende dalla dimensione del fotogramma in uso: 16 per il 6x4,5cm, 12 per il 6x6, 10 per il 6x7 ecc. Capite bene che sono molti meno rispetto ai 36 del piccolo formato. Questo porta a varie considerazioni, che magari riprenderemo in un prossimo articolo.
Ma si può andare ancora oltre, entrando nel mitico universo del grande formato. Qui cambia tutto. Niente più rulli e rullini, si lavora con fotogrammi singoli, a volte ancora chiamati impropriamente "lastre", evoluzione di quelle vere e proprie che hanno segnato l'inizio della fotografia. I singoli "fogli" vanno caricati in appositi contenitori chiamati chassis, ognuno dei quali di norma ne può contenere due. Le fotocamere che scattano con queste pellicole sono completamente diverse, così come gli obiettivi, ma ne riparleremo. Per ora vi basti sapere con che dimensioni abbiamo a che fare: i tre "grandi formati" più usati si misurano in pollici e sono il 4x5", il 5x7" e l'8x10", che equivalgono rispettivamente al 10x12, 13x18 e 20x25cm! Insomma sono dei veri e propri lenzuoli, con una capacità di registrare dettagli impressionante, per immagini dal realismo sorprendente e dalle possibilità di ingrandimento praticamente elevatissime. Per contro i prezzi sono molto elevati, non tanto per le fotocamere che si trovano usate a cifre abbordabili, quanto per le pellicole. Tenete conto che una confezione da 25 fotogrammi di pellicola Ilford bianconero 13x18cm costa più di 60€ e 10 fotogrammi di diapositiva Kodak Ektachrome costano 80€… Si tratta chiaramente ancora di un tipo di fotografia completamente diversa, ma anche di questo parleremo. Scendono decisamente le possibilità di scelta sui tipi di pellicole, ma sono comunque ancora coperte tutte le necessità (bianconero, colore e diapo), soprattutto sul 4x5". Un ultimo dato: la superficie di un singolo fotogramma 20x25cm equivale a ben 60 fotogrammi 24x36mm!!
Chiudo questa breve rassegna indicandovi che oggi, nell'era del digitale, uno dei metodi di lavoro migliori e più utilizzati da chi usa ancora l'analogico è quello di scansionare i negativi dopo averli sviluppati. In questo modo si hanno tra le mani dei file di qualità tale che nessun sensore potrà mai acquisire (soprattutto nel medio e ancor di più nel grande formato) ma si avrà modo di sfruttare la comodità dell'elaborazione digitale per ottenere stampe di qualità eccezionale.
Al prossimo articolo!



